Storia e Tradizione
Caltagirone e la ceramica: storie di un territorio
Perché Caltagirone è la città della ceramica, la Scalinata di Santa Maria del Monte, la festa di San Giacomo e come si è tramandata questa tradizione fino a oggi.

Contenuti dell'articolo
Introduzione
Caltagirone è conosciuta in tutta Italia con un nome che le resta appiccicato da secoli: città della ceramica. Questo articolo racconta le storie dietro quel titolo: perché le botteghe di maiolica hanno scelto proprio questo territorio, come è nata la monumentale Scalinata di Santa Maria del Monte, che cosa succede quando la città si accende per la festa di San Giacomo e come la tradizione è riuscita ad arrivare intatta fino a noi, come raccontiamo anche nella pagina dedicata alla ceramica artigianale.
Perché Caltagirone è considerata la città della ceramica?
Il legame tra Caltagirone e la ceramica non è una moda recente: è una storia lunga più di un millennio. La lavorazione dell'argilla nel territorio è documentata già in età medievale, ma il salto di qualità avvenne a partire dall'827, quando i ceramisti arabi che conquistarono l'isola portarono in Sicilia tecniche nuove, a cominciare dall'invetriatura: la capacità di rivestire la terracotta con uno smalto vetroso che la rendeva brillante e impermeabile, come ricostruito nella storia della ceramica di Caltagirone.
A favorire l'espansione del mestiere concorrevano anche le condizioni del territorio: argille di buona qualità e numerosi boschi che fornivano la legna per alimentare i forni. Nel Cinquecento a Caltagirone erano attive oltre cento officine di maiolicari, una densità unica in Sicilia. Il terremoto del 1693 cancellò gran parte delle opere antiche, ma non la maestranza: nei decenni successivi le fornaci tornarono a produrre vasi, acquasantiere, pavimenti e decorazioni architettoniche per chiese e dimore private, confermando il ruolo della città nel panorama della ceramica siciliana.
Che cos'è la Scalinata di Santa Maria del Monte?
La Scalinata di Santa Maria del Monte è il simbolo visivo di Caltagirone, come descritto nella pagina sulla Scalinata di Santa Maria del Monte. Un monumento che vale la pena conoscere nei suoi numeri:
- 142 gradini e oltre 130 metri di lunghezza, tra i monumenti più riconoscibili della ceramica siciliana;
- costruita nel 1606 per collegare la parte antica della città con quella nuova nella zona alta;
- dal 1954 rivestita in maiolica policroma prodotta nelle botteghe locali, con motivi arabi, normanni, svevi, rinascimentali, barocchi e contemporanei.
Nata come semplice opera di ingegneria urbana, oggi è molto di più: il risultato è una lunga striscia di colore che sale nel cuore della città e racconta, gradino dopo gradino, i secoli della maiolica calatina. La scalinata è stata progettata per essere attraversata a piedi, ma va vista anche da lontano: da sotto, la prospettiva delle piastrelle crea un effetto scenografico che cambia con la luce del sole. È il punto in cui la città mostra con più evidenza il suo rapporto con la ceramica di Caltagirone e con la sua tradizione artigiana.
Che cos'è la luminaria della Scalinata per San Giacomo?
Il 24 e il 25 luglio la Scalinata di Santa Maria del Monte viene trasformata in un'opera d'arte viva: in onore di San Giacomo, patrono della città, le 142 rampe vengono illuminate da circa quattromila piccoli lumi a fiamma viva, quasi uno per ogni gradino, con l'illuminazione elettrica completamente spenta. Il quadro luminoso è progettato ogni anno da un capomastro, che dispone i coppi – le piccole lanterne di ceramica – secondo un disegno prestabilito, quasi sempre ornamenti floreali o geometrici, e poi coordina l'accensione che parte dalle persone disposte lungo la scalinata al segnale convenuto.
L'effetto, quando le fiammelle si accendono una dopo l'altra, è quello di un fiume di fuoco che risale la città: la tecnica della luminaria della Scalinata si tramanda di padre in figlio da generazioni e la preparazione dei disegni richiede circa un mese di lavoro. Per chi visita Caltagirone a fine luglio è l'occasione per vedere la ceramica trasformarsi da materiale a spettacolo collettivo, nel momento in cui la città intera sceglie i suoi colori sotto forma di luce.
Come si è tramandata la tradizione ceramica fino a oggi?
La tradizione ceramica di Caltagirone non si è fermata allo splendore settecentesco: è riuscita a rinnovarsi anche quando la produzione seriale industrializzata sembrava destinata a renderla marginale. Un nodo decisivo è la Scuola di Ceramica fondata nel 1918 su iniziativa di don Luigi Sturzo, che raccolse gli ultimi maestri dell'antica bottega per tramandare le tecniche alle nuove generazioni; oggi quell'istituzione è diventata un Liceo Artistico e da essa è nato anche il Museo Regionale della Ceramica, dove sono raccolte documentazioni che vanno dal Medioevo al periodo arabo, normanno, svevo e aragonese, come illustrato nella storia della ceramica di Caltagirone.
Oggi in città lavorano ancora oltre cento botteghe artigiane, che continuano a modellare a mano pezzi come le Teste di Moro, i fischietti e i presepi: proprio il presepe è una delle tradizioni più antiche, dalle figurine in terracotta policroma che avevano superato i confini siciliani fino alle produzioni contemporanee, che puoi vedere nella nostra collezione di presepi artigianali. La continuità tra maestri anziani e nuove generazioni è ciò che, di fatto, tiene viva la differenza tra una maiolica fatta a mano e un prodotto industriale.
Dove vedere la ceramica di Caltagirone?
Il punto di partenza ideale è il Museo Regionale della Ceramica, che raccoglie secoli di produzione e mostra visivamente l'evoluzione degli stili. Da qui ci sono due modi per continuare il viaggio.
Di persona: il museo e le botteghe del centro
- Il Museo Regionale della Ceramica raccoglie secoli di produzione, dal Medioevo al periodo arabo, normanno, svevo e aragonese;
- le botteghe del centro storico sono il modo migliore per vedere gli artigiani al lavoro e capire davvero come nasce un pezzo.
Da remoto: catalogo e guide
Se non puoi venire in Sicilia, puoi cominciare dal nostro catalogo delle Teste di Moro, dove ogni pezzo è fotografato con le sue dimensioni, oppure leggere la nostra guida su posizionamento e pulizia. Per chi vuole approfondire la storia prima di scegliere un oggetto, la lettura più adatta resta la voce sulla ceramica di Caltagirone.
Per pianificare una visita conviene tenere d'occhio il calendario della festa di San Giacomo e della Scalinata: tra monumenti, musei e fornaci, Caltagirone è una delle poche città dove la ceramica non è solo un ricordo, ma una lingua parlata ogni giorno.
Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2026




















